martedì 12 novembre 2013

Motorola e il tatuaggio-microfono L’azienda controllata da Google ha depositato il brevetto per un “tattoo” che invia i segnali sonori allo smartphone


MILANO - Il 7 novembre l’americana Motorola ha depositato una richiesta per un tatuaggio elettronico che si connette ai dispositivi mobili. Definito genericamente “Coupling An Electronic Skin Tattoo To A Mobile Communication Device”, si tratta di un oggetto non ben precisato che funge da microfono prendendo i suoni direttamente dalla gola.

INNESTI CIBERNETICI - Roba da cyborg insomma che dimostra come la tecnologia fa un passo avanti e da indossabile diventa integrata nel nostro corpo, passando da oggetti come smartwatch o occhiali intelligenti a veri e propri innesti cibernetici, come li definisce la letteratura di genere. A leggere la descrizione di Motorola il sistema non ha un vero e proprio microfono ma un sensore che riceve il flusso audio direttamente dalla gola, lo decodifica e poi lo invia sotto forma di suono al telefono o al tablet tramite Bluetooth o NFC. Si parla quindi senza muovere la bocca, semplicemente pronunciando le parole ma senza emettere alcun suono. Così si eliminano alla fonte tutti i rumori di fondo ed eventuali interferenze e in un centro commerciale affollato, allo stadio o a un concerto la comunicazione risulterà chiara come in una stanza insonorizzata. 

ANCHE GLI ANIMALI - Chiaramente le applicazioni della nuova idea sono definite solo per grandi linee, la paura che qualcuno se ne appropri è sempre alta, e la fantasia vola a briglia sciolta. Come sempre è meglio essere cauti ma ciò che emerge dalla richiesta è che il tatuaggio potrebbe essere applicato “anche agli animali”. Dopotutto lì si parla infatti genericamente di gola, suoni e rumore e nulla esclude che altre specie oltre alla nostra possano beneficiare della nuova tecnologia. Da ultimo è l’idea di tatuaggio a lasciare perplessi. Potrebbe infatti riferirsi a un disegno permanente tracciato sulla pelle o più probabilmente a una sorta di cerotto che aderisce al corpo e può essere rimosso. 

IL CEROTTO DIGITALE – Questa seconda soluzione sembra più probabile soprattutto alla luce delle recenti ricerche di Google, che da due anni controlla la divisione mobile di Motorola. I due colossi infatti stanno investendo nelle cosiddette Biostamp, dei cerotti trasparenti con dei circuiti elettronici che si collegano senza fili allo smartphone. Nel maggio scorso la vice presidente della Ricerca e Sviluppo di Motorola Regina Dugan aveva dato una breve dimostrazione di questi cerotti: bastava avvicinare il cellulare al corpo per sbloccarlo senza toccare nulla. Certo, siamo ben lontani dalle prospettive futuristiche del microfono senza suoni ma a quanto pare le aziende stanno lavorando per passare dalla realtà aumentata all’umanità aumentata. Non proprio come i cyborg ma quasi.

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