mercoledì 27 novembre 2013

Wall Street Journal: il governo Letta porterà l’Italia nel pantano dell’immobilità

 
letta
Secondo quanto scritto dal Wall Street Journal, uno dei giornali più autorevoli del mondo per quanto concerne l’economia, Letta porterà l’Italia definitivamente nel baratro. Il quotidiano statunitense analizza la situazione italiana alla vigilia dell’approvazione del patto di stabilità, a due settimane dall’elezione del nuovo segretario del Pd, che si dà quasi per certo sia Matteo Renzi  e con il passaggio di Forza Italia all’opposizione.
Il WSJ spiega che : “L’Italia è il  Paese che ha fatto più progressi di ogni altro nel ripianare il proprio bilancio, ma ora ha bisogno di riforme che l’attuale governo non riesce a portare avanti perché appare paralizzato. Ora si aprono tre scenari: il primo è quello di un governo “senza catene” in grado di lanciare le riforme; il secondo è che il successo di Matteo Renzi alle primarie del Pd costringa il governo Letta “ad accettare nuove elezioni per arrivare ad un governo di maggioranza” che possa agire con maggiore autonomia; il terzo è che Renzi non riesca a sostituire Letta, che ha il sostegno parlamentare del proprio partito e del capo dello Stato Giorgio Napolitano, e che i due vengano trascinati nella loro amara rivalità portando a un nuovo stallo politico”. Secondo il quotidiano economico americano, la situazione del governo Letta potrà rimanere  stabile fino al 2015, ma per stabilità si intende solo la stabilità politica e l’equilibrio dei conti.
“Non sorprende che molti italiani temano che la stabilità che offre Letta si scopra essere quella di un cimitero. E molti tra i maggiori imprenditori sono convinti che le larghe intese abbiano tentato poco e ottenuto ancora meno”. E su quanto abbia fatto questo goeverno in sette mesi dal suo insediamento, il Wall Street Journal è molto severo: “L’ unico risultato apprezzabile è il calo degli interessi sui titoli a dieci anni del Tesoro e lo spread con i bund tedeschi”. Ma il bilancio 2014 è deludente e “in privato lo sanno anche i ministri”: su 800 miliardi di spese sono riusciti a tagliarne “solo 2,5 miliardi”  e il Paese ha le tasse “più alte dell’Eurozona”. La coalizione, prosegue il WSJ, non mostra “alcun desiderio serio di riforma”. E rischia di fare come l’esecutivo tecnico di Mario Monti che dallo zelo dei primi tempi si è “impantanato nella sabbia”.
Fonte: www.bastacasta.altervista.org

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