giovedì 7 novembre 2013

Taranto, ministro della Salute contestato. Poi si commuove visitando oncologico al Moscati

TARANTO – Blitz del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, all’ospedale 'San Giuseppe Moscatì di Taranto. Il ministro con il suo staff sta visitando il reparto di Oncologia dove vengono curati numerosi pazienti che hanno contratto la malattia anche a casa dell’inquinamento industriale.

Un breve colloquio avuto con un paziente del reparto di oncologia dell’ospedale di Taranto ha particolarmente commosso il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che oggi ha fatto una visita a sorpresa – durata mezz'ora – nel nosocomio 'San Giuseppe Moscatì. Il ministro, accompagnato dal suo staff, ha visitato il reparto di oncologia al sesto piano dell’ospedale, dove vengono curati numerosi pazienti che hanno contratto la malattia anche a casa dell’inquinamento industriale, intrattenendosi a parlare inizialmente con il primario, Salvatore Pisconti, dal quale, alla presenza degli altri medici, ha raccolto informazioni sullo 'stato di salutè del reparto.

Il ministro Lorenzin si è anche fermata a parlare con alcuni pazienti. Particolarmente toccante il breve colloquio avuto da Beatrice Lorenzin con un malato grave che poi ha ringraziato il ministro per la "bella sorpresa" ricevuta e il ministro si è commosso. Prima di andar via il ministro ha avuto un colloquio anche con il direttore generale della Asl di Taranto, Fabrizio Scattaglia con il quale ha discusso gli aspetti amministrativi e organizzativi della Asl.

Ministro della Salute contestato - Una quarantina di persone ha contestato a Taranto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin al suo arrivo al convegno su 'Salute, Lavoro, Ambientè organizzato dalla Curia, a cui partecipa anche il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. I manifestati hanno urlato "assassini, assassini" al passaggio dell’auto sulla quale era il ministro. Rappresentanti del comitato 'Cittadini e lavoratori liberi e pensantì hanno mostrato uno striscione:"per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti".

"Le contrapposizioni tra salute e lavoro rappresentano delle ferite e non fanno parte di un paese avanzato. Il passato lo conosciamo attraverso i dati, ora pensiamo all’oggi e al domani per accompagnare quello che sta accadendo e accadrà nei prossimi anni a favore dei cittadini". Lo ha sottolineato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso del convegno su Salute e ambiente organizzato dalla Curia di Taranto. "Sapete – ha osservato – che c'è un piano di monitoraggio in atto insieme alla Regione per le persone malate e le persone che speriamo non si ammalino, quindi i nascituri. Nello stesso momento stiamo continuando a monitorare animali e terreni". Lo screening sanitario, ha spiegato la Lorenzin, "va allargato oltre i confini della città per verificare se c'è la contaminazione del prodotti e dei mangimi per gli animali".

La vicenda Ilva è molto complessa e ognuno deve fare la sua parte. Il ministero della Salute in questi mesi ha stanziato 10 milioni di euro non solo per sbloccare il turn over di questa realtà ma anche per garantire i livelli minimi di assistenza». Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine del convegno a Taranto su 'Ambiente, salute e lavorò organizzato dalla Curia.

«Quello che ho chiesto e chiederò alle autorità regionali - ha aggiunto il ministro – è di avere un rendiconto continuo e monitorato di quello che accade per poter verificare direttamente con le mie direzioni lo stato di salute dei cittadini di Taranto e cercare di poter fare tutto il possibile per migliorare la situazione».

Arcivescovo ai ministri: fatevi portavoce bimbi malati - "Onorevoli ministri, ringraziandovi per la vostra presenza e per la fiducia con cui avete accettato il mio invito, vi chiedo esplicitamente di farvi portavoce dei bambini del reparto oncologico del Moscati, di coloro i quali hanno perso per malattia i propri cari, di tutti coloro i quali, in cerca di lavoro, vengono a bussare alla porta del vescovo e di quelli che il lavoro rischiano di perderlo". Lo ha detto l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro rivolgendosi ai ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e della Salute Beatrice Lorenzin in conclusione del convegno su Ambiente, salute e lavoro organizzato dalla Curia che si è svolto oggi nel capoluogo ionico.

"Dobbiamo lottare – ha sottolineato Santoro – contro l'individualismo delle persone e delle associazioni e soprattutto contro lo scoraggiamento dei tarantini, un triste compagno di viaggio che non riusciamo a mandar via, perchè disillusi, feriti e umiliati. Ma voglio pensare a Taranto – ha affermato ancora l’arcivescovo – come un luogo in cui si possa rinascere, si possa reagire, il luogo in cui si riesca a convertire le difficoltà in opportunità".

"Consideriamo questo importante evento quale un punto di partenza di una stretta collaborazione tra Taranto e il governo nazionale". Con queste parole l'arcivescovo di Taranto Filippo Santoro ha chiuso il convegno su 'Salute, ambiente e lavorò a cui hanno partecipato i ministri Orlando e Lorenzin.

Il presule ha anche suggerito tre indicazioni operative per la vicenda Ilva. Innanzitutto Santoro si augura "che siano finalmente applicate in termini rigorosi le prescrizioni della legge firmata dal presidente Napolitano agli inizi di agosto e che non è ancora servita a migliorare sensibilmente la situazione ambientale. Della piena applicazione della legge si deve fare garante lo Stato e vogliamo che si comincino a vedere risultati concreti".

In secondo luogo, ha fatto presente l'arcivescovo, "per prevenire e rimediare al danno sanitario" deve essere "realizzata una rete virtuosa di laboratori per diagnosi precoci nelle zone geografiche esposte a rischi e su fasce di età particolarmente sensibili, come i bambini e gli anziani. Questo sarà possibile ricorrendo ad una rete di presidi sanitari locali e con esenzione totale del ticket per le indagini diagnostiche". Infine, Santoro auspica la realizzazione di "un piano, un 'Fronte pro Tarantò composto da vari soggetti, in cui il bene di Taranto prevalga su qualunque altro interesse. Un fronte necessario – ha concluso – dal momento che siamo in una difficoltà grave, come quella conseguente ad una guerra e di cui bisogna curare le ferite".

Ministro Orlando: un problema il reperimento di risorse - "Il problema è come si reperiscono le risorse. Ci tengo a sottolineare un dato molto importante: tutti gli interventi realizzati e in corso di realizzazione sono stati possibili con risorse provenienti dal sistema creditizio". Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando nel corso del convegno su 'Ambiente, salute e lavorò organizzato dalla Curia di Taranto e in corso di svolgimento nella sede della Lumsa.

"In poche parole – ha precisato il ministro – non sono stati utilizzati fondi pubblici e la dimensione dei beni aggredibili dei Riva è assai meno estesa di quello che si racconta. Questo è un pezzo del problema se vogliamo dire le cose con onestà". Il ministro Orlando ha poi fatto presente che "la questione non riguarda solo lo stabilimento siderurgico. Credo credo che la sfida del risanamento riguardi tutta la città. Taranto non è solo l’acciaio, la questione dell’ambientalizzazione e delle bonifiche riguarda l’intera area industriale e l’area dei comuni di Taranto e Statte".

«La possibilità di farcela è strettamente legata alla capacità di ricostruire un dialogo e una capacità di ascolto reciproco e anche un riconoscimento di buona fede». Lo ha sottolineato il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando nel corso del Convegno della Curia di Taranto, rispondendo ad alcuni ambientalisti.

«Io – ha aggiunto – lo riconosco anche a quelli che mi contestano e che hanno contestato le nostre scelte nel modo più aspro. Vorrei che si facesse altrettanto, non fosse altro perchè in gioco non c'è solo la nostra reputazione personale ma il destino di una città e anche una sfida che riguarda tutto il Paese». lagazzettadelmezzogiorno

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