TARANTO - Cura dimagrante per il piano triennale dei lavori pubblici 2013 - 2015. Le aspettative della vigilia che i diversi assessori nutrivano sono state largamente disattese. Le cifre, riportate di seguito, danno subito la (drastica) riduzione a cui sono andati incontri gli assessorati.
La disponibilità finanziaria che il Comune di Taranto può mettere a disposizione nel primo anno del piano (2013) è di 5 milioni 405mila euro. Almeno questi sono i fondi derivanti dal bilancio comunale. Somma che poi si riduce a 1 milione 239mila euro nel 2014 ed a 1 milione 239mila euro nel 2015.
Tirando una riga, complessivamente, nel triennio, l’Amministrazione comunale sborserà 7 milioni 884mila euro. Certo, poi a queste somme si aggiungeranno i finanziamenti ministeriali o comunitari ma è proprio la quota comunale a misurare, come un perfetto termometro, la condizione finanziaria di Palazzo di Città. Condizione che resta più che accettabile in termini generali ma che è gravata, condizionata, da due pesanti voci che appesantiscono il bilancio comunale.
Il riferimento è ai tagli dei trasferimenti statali che, quest’anno, hanno raggiunto gli 11,4 milioni di euro ed alla manovra di ricapitalizzazione dell’Amiu. Operazione, quest’ultima, che costa alle casse comunali 6,5 milioni di euro all’anno per il prossimo triennio. Ovviamente, destinare questa «dote» fnanziaria all’Amiu significa di conseguenza sottrarre risorse preziose per l’esecuzione di opere pubbliche.
La disponibilità finanziaria che il Comune di Taranto può mettere a disposizione nel primo anno del piano (2013) è di 5 milioni 405mila euro. Almeno questi sono i fondi derivanti dal bilancio comunale. Somma che poi si riduce a 1 milione 239mila euro nel 2014 ed a 1 milione 239mila euro nel 2015.
Tirando una riga, complessivamente, nel triennio, l’Amministrazione comunale sborserà 7 milioni 884mila euro. Certo, poi a queste somme si aggiungeranno i finanziamenti ministeriali o comunitari ma è proprio la quota comunale a misurare, come un perfetto termometro, la condizione finanziaria di Palazzo di Città. Condizione che resta più che accettabile in termini generali ma che è gravata, condizionata, da due pesanti voci che appesantiscono il bilancio comunale.
Il riferimento è ai tagli dei trasferimenti statali che, quest’anno, hanno raggiunto gli 11,4 milioni di euro ed alla manovra di ricapitalizzazione dell’Amiu. Operazione, quest’ultima, che costa alle casse comunali 6,5 milioni di euro all’anno per il prossimo triennio. Ovviamente, destinare questa «dote» fnanziaria all’Amiu significa di conseguenza sottrarre risorse preziose per l’esecuzione di opere pubbliche.
lagazzettadelmezzogiorno

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