Entro fine giugno il Comune doveva presentare il piano di fattibilità per le aree in fase di acquisizione, pena la restituzione delle stesse al Demanio. Successivamente si doveva progettere sulla base delle destinazioni pensate. Per questo oggi si presenta l’imperdibile occasione di ridiscutere sul futuro di una parte della città da sempre militarizzata e della sua immagine complessiva. Tengono ancora banco le proposte di sempre, con in testa la costruzione di nuovi parcheggi nel Borgo cittadino, considerata come l’unica soluzione per risollevare le sorti delle agonizzanti attività commerciali. Questa sicuramente e una delle soluzioni per favorire la rinascita commerciale economica e sociale della città. Certo Il problema del commercio tarantino e dello svuotamento del Borgo ha radici profonde:
- la presenza di parcheggi a pagamento dai costi sproporzionati, soprattutto nel contesto di una realtà economica come quella tarantina
- il malfunzionamento dei trasporti pubblici, che non facilita, anzi, scoraggia l’utilizzo dei mezzi
- politiche che hanno favorito la nascita di centri commerciali all’ingresso della città
- assenza di centri di aggregazione sociale e culturale
- assenza di politiche per la mobilità sostenibile
Naturalmente la corretta soluzione del problema dei parcheggi farebbe bene alle molteplici attivita commerciali del centro. Insieme alla creazione di nuove infrastrutture sociali, culturali e universitarie, promuovere la mobilità sostenibile e aumentare la qualità della vita , sono sicuramente un’alternativa che non possiamo lasciarci sfuggire e che ripopolerebbe il Borgo umbertino, rendendo più attrattiva la nostra città.Altre realtà nazionali hanno dimostrato come l’ unione tra le nuove forme di organizzazione economica e culturale garantiscano un progresso costante e duraturo. E’ di fondamentale importanza che in questa nuova fase propositiva si dia spazio a nuove e radicali idee alternative, che soddisfino il bisogno sempre crescente di rinnovamento.

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