domenica 6 ottobre 2013

HE CHE CAVOLO NON ABBIAMO UNO STRACCIO DI IMPRENDITORE TARANTINO DI QUELLI CHE MAGARI SI SONO ARRICCHITI GRAZIE AL MALEDETTO POLO INDUSTRIALE CHE RILEVAVA UN'AZIENDA CONOSCIUTA IN TUTTO IL MONDO VANTO DELLA NOSTRA CITTA

Amaro del Capo, rileva in fitto la Borsci San Marzano

borsciLa Bsm srl della famiglia Caffo (originaria di Vibo Valentia) è risultata aggiudicataria della procedura di affitto della Borsci San Marzano decisa dal Tribunale di Taranto. Secondo Antonio Castellucci, segretario generale della Fai Cisl, si tratta di una fatto positivo.
La Bsm, infatti, già opera nel settore della produzione di liquori con un marchio che si sta affermando sul mercato nazionale: Vecchio amaro del Capo. Come è noto la Borsci è in liquidazione per fallimento. Il fitto concesso dal Tribunale avrà durata di 12 mesi prorogabili per ulteriori 12 e prevede l’impiego di 10 unità su 18 dipendenti, con diritto di prelazione da esercitare sull’eventuale acquisto dell’azienda fallita.
Secondo Castellucci «per le notizie da noi acquisite, il futuro dell’Elisir Borsci sembra incoraggiante in quanto la Bsm è un’azienda ad alta specializzazione ed esperienza nel settore, leader nel Mezzogiorno e tra le prime in Italia. Il piano industriale non possiede il taglio del progetto faraonico però delinea politiche aziendali finalizzate alla rimessa in funzione ed alla ottimizzazione dell’intero ciclo produttivo dell’Elisir Borsci San Marzano, alla valorizzazione del capitale umano, all’eventuale polifunzionalità delle maestranze una volta sottoposte ad adeguata formazione».
Il responsabile della Fai Cisl sottolinea che sono previsti «investimenti economici canalizzati alla penetrazione commerciale del marchio storico di Taranto, su un mercato che sarà non solo locale e regionale ma anche nazionale ed europeo. Elemento ulteriore da mettere in risalto, a nostro avviso, come valore aggiunto della consultazione è stata la presenza di Confindustria che è soggetto sociale imprescindibile per la condivisione di politiche di sviluppo e di occupazione sul territorio».
Per questo, Castellucci auspica che «con la nuova conduzione, la produzione dell’Elisir Borsci San Marzano, a partire dai prossimi mesi, venga finalmente rimessa in gioco con una gestione produttiva che salvaguardi un brand di successo, continui a veicolare l’immagine di Taranto nel mondo e offra le giuste garanzie occupazionali non solo ai 10 lavoratori che verranno impiegati alla ripresa dell’attività».
Obiettivo della Fai Cisl è, infatti, quello di «puntare al riassorbimento graduale anche delle altre maestranze le quali, in questa fase, non potranno essere impiegate».

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