"Sulla qualità del seme è stato compiuto a partire dal 2011 (con il contributo del centro Crea e dell’Università degli studi di Bari) uno studio da cui è emerso un aumento percentuale di stress ossidativo e frammentazione del Dna. Si è valutata – ha aggiunto Chiappetta – l'associazione delle sostanze inquinanti emesse nell’aria di Taranto sulla fertilità maschile, distribuendo i pazienti in 3 gruppi, in base alla distanza dal centro della città (Taranto, provincia e fuori provincia) e concentrandosi sull'esposizione alla diossina (grazie ai dati ottenuti da Arpa Puglia)".
Sono stati analizzati campioni di liquido seminale in 316 pazienti escludendo poi dallo studio gli uomini con problemi clinici (varicocele, cancro, vasectomia, ecc ). Sono così state analizzate le differenze in termini di concentrazione di spermatozoi, morfologia , frammentazione e stress.
"I primi risultati – ha sottolineato Chiappetta – non hanno mostrato decrementi statistici negli esiti dei test degli uomini con la più alta esposizione alla diossina (città) , in confronto con gli altri gruppi, per la concentrazione e la morfologia. I primi dati hanno invece suggerito un aumento percentuale di stress ossidativo e frammentazione del Dna in campioni provenienti dalla città, confrontando quelli provenienti dagli altri due gruppi".

Nessun commento:
Posta un commento