domenica 22 settembre 2013

"Non pago più nessuna tassa": Roberto Corsi, il commerciante che "caccia" lo Stato dal negozio „ "Non pago più nessuna tassa": il commerciante che "caccia" lo Stato dal negozio "Sono stanco di essere vessato e ricattato da persone che dovrebbero tutelarci e che non lo fanno": ecco la protesta di un commerciante cosentino “

"Non pago più nessuna tassa": Roberto Corsi, il commerciante che "caccia" lo Stato dal negozio
Ha portato il registratore di cassa fuori dal suo negozio di Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza. Ha promesso che non batterà più uno scontrino: i soldi delle ricevute trattenuti dallo Stato andranno ai clienti sotto forma di sconto. E ha lanciato la sua singolare forma di protesta con un post (e una foto) sul suo profilo Facebook, condiviso in queste ore da migliaia di utenti.
Lui è Roberto Corsi e ha deciso di denunciare una situazione in cui si trovano centinaia di migliaia di italiani. Le difficoltà economiche, la pressione fiscale esorbitante, l'impossibilità di saldare i debiti con l'erario: di fronte a una realtà quotidiana a volte opprimente, il commerciante cosentino ha "cacciato" simbolicamente lo Stato dal suo esercizio commerciale. E molti, sul social network, prendono le sue difese.
Ecco il suo messaggio, una sorta di sfogo contro il sistema: "Non ho più nessuna intenzione di pagare le tasse a questo Stato in mano a politici ladri e criminali. Da oggi chi entrerà nel mio negozio avrà lo sconto del 21%. Quel 21% che lo Stato abusivamente mi chiede. Sono stanco di essere vessato e ricattato da persone che dovrebbero tutelarci e che non lo fanno. Sono stanco di non sapere per che cosa e per chi ho pagato le mie tasse in tutti gli anni della mia attività. Voglio che lo Stato mi dica come ha speso finora i miei soldi. Sono stanco di Equitalia e di tutte le vergognose leggi fiscali, che sono dei veri crimini verso il popolo sovrano. Sono stanco di questo Stato che elargisce stipendi e pensioni d'oro a gente che non ha mai lavorato, e che sono il frutto di leggi scritte e approvate da politici sicari al servizio dei poteri forti e criminali. Io devo, in primo luogo, proteggere, e dar da mangiare, ai miei figli e alla mia famiglia".

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E continua: "Non posso difendere il mio popolo, ma ho il dovere di difendere la mia famiglia, ho messo fuori il registratore di cassa, così facendo ho tolto i delinquenti dalla mia attività. Non mi fermerò: mentre la nave Italia viene messa con la barra dritta dalla ciurma dei governanti, io ho i figli in acqua, e nessuno mi butta un salvagente, nessuno mi butta una scaletta di salvataggio, difenderò fino alla morte i miei figli. Non pago piu nessuna tassa. Ripeto, non posso salvare un popolo, ma ho il dovere di salvare e difendere i miei figli".


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